
Ogni anno, a Verona, arrivano da tutto il mondo oltre 1500 espositori per Marmomac, la fiera di riferimento per il settore della pietra naturale. Un concentrato di blocchi, lastre e macchinari che trasformano il marmo in arte e business.
Ma attenzione: a dominare davvero la scena, più ancora dei prodotti, è il branding. Le aziende più strutturate iniziano mesi prima: decidono quali macchine esporre, come allestire lo stand, che musica mettere, che odore far sentire (sì, succede anche questo). In pratica, fanno content marketing dal vivo.
100% content marketing: una brochure come non l’avete mai vista
Nel 2022 mi sono chiesto: Come si fa a emergere in mezzo a 1499 stand? Risposta: si fa qualcosa che nessuno ha il coraggio di fare.
Ho preso una foto, le mie inseparabili forbici dalla punta arrotondata (omaggio al maestro Giovanni Muciaccia), e ho ritagliato la sagoma del prodotto di punta dell’azienda, la Jet625. L’ho fatta diventare un popup, come nei libri per bambini.
Un colpo d’occhio. Un gesto memorabile. Una brochure che si apre e salta fuori (e la testa della macchina si muove anche grazie ad una linguetta laterale).
Il prototipo è poi finito nelle mani di Grafiche Nicolis, che ha trasformato il mio prototipo in una vera brochure, con una carta resistente e un sistema di apertura più elegante.
Un esempio di branding
Cosa resta davvero nella mente di un cliente? Una brochure qualsiasi (vista mille volte)?
O una comunicazione che si apre come un libro e parla la lingua dell’emozione?
A Marmomac, come in tutte le fiere, il prodotto conta. Ma sono il content marketing, il branding e le storie che racconti che fanno la differenza.
PS: qualche tempo dopo, non contento, ho avuto anche questa idea qui.
“Oggi il marketing è l’atto stesso di inventare il prodotto, l’attività di progettarlo, la capacità di produrlo, l’arte di definirne il prezzo, la tecnica impiegata per venderlo.”
[Seth Godin]
