La Lumix Gh5 che usavo a lavoro ha iniziato a dare qualche problemino, così siamo passati a Nikon Z6II. Nessuno ha mai messo in dubbio la qualità fotografica di Nikon, ma nei circoli fotografici ogni volta emerge il discorso tra le varie fazioni: ma l’autofocus di Sony e Canon è meglio.
La risposta migliore a questa obiezione è “chissenefrega”; a me piace Nikon, ho lenti Nikon, mi sono sempre trovato bene con Nikon, perché dovrei passare a Sony o Canon? In ogni caso, sebbene l’autofocus Sony sia imbattibile, quello Nikon non è che si allontani molto, e bisogna sempre tenere conto che non è una gara sul migliore in assoluto, bisogna sempre usare le fotocamere sul campo, quindi i risultati di laboratorio sono validi fino ad un certo punto.
Detto questo, andiamo a vedere come funziona l’autofocus delle fotocamere di gamma medio-alta
Prima di tutto bisogna dire che moltissime fotocamera nuove uscite (tra cui tutte le mirrorless Nikon, per fare un esempio Z6, Z7, Z5, Z6 II, Z7 II e Z50), a differenza delle reflex, usano un sistema ibrido, basato quindi sia sul rilevamento di fase che sul rilevamento di contrasto.
Autofocus a rilevamento di fase
la luce che entra all’interno della lente dell’obiettivo viene deviata dallo specchio verso il pentaprisma e quindi al mirino. Una piccola quantità di luce, viene inviata da uno specchio posto a 54° verso la parte bassa della fotocamera dove viene divisa da due micro lenti verso un gruppo di sensori (i punti AF). Ogni microlente produce una immagine, che viene comparata con l’altra. In base alla differenza tra le due immagini viene calcolata la distanza dall’oggetto.
In altre parole, dopo che le due microlenti hanno diviso la luce in due immagini, i sensori AF (sensori dedicati che si occupano solo di autofocus), rilevano se le due immagini sono troppo vicine, troppo lontane o se sono sovrapposte; quindi indicano al microprocessore questa informazione e questo calcola come muovere le lenti per raggiungere la messa a fuoco.
Autofocus a contrasto
Usato sulle fotocamere di fascia medio bassa, è lento, molto preciso e assolutamente non consigliato nei video. Il funzionamento è molto semplice: tu punti qualcosa con la fotocamera e premendo il pulsante, chiedi alla fotocamera di mettere a fuoco quel punto. La fotocamera non ha assolutamente idea di quale sia la corretta posizione delle lenti che permette di avere quel punto a fuoco, quindi inizia a muovere le lenti prima avanti, poi indietro, e mentre fa questo, calcola quale sia il punto di maggiore contrasto, che corrisponde con la messa fuoco.
Autofocus ibrido: combina il meglio dei due sistemi appena visti. Prima interviene il sistema a rilevamento di fase, arrivando vicini al punto di messa a fuoco, poi il sistema a rilevamento di contrasto effettua dei micro-aggiustamenti per giungere al preciso punto di messa a fuoco. In pratica si sfrutta la velocità del rilevamento di fase e la precisione dell’autofocus a contrasto.
Non è finita
Una cosa importante da tenere presente è che, come tutto nella vita, bisogna accettare i compromessi. Il sistema a contrasto è più lento, ma più preciso, e copre un’area più ampia del sensore, comprendo quasi tutta la superficie. Il rilevamento di fase è più rapido, ma funziona solo al centro dell’immagine.
Ha importanza? Dipende. Molti fotografi usano pochissimi l’autofocus, altri non possono permettersi di perdere nemmeno un millesimo di secondo nella messa a fuoco. Se per voi l’autofocus è al primo posto nella lista di importanza dei vari elementi che compongono la fotocamera; con Sony andate sul sicuro. Se l’autofocus è importante ma non a livello maniacale, non avrete problemi con altre marche.
Punti di messa a fuoco, più sono meglio è?
Per una volta…. si. Per due motivi:
- più punti di messa a fuoco permettono un messa a fuoco più precisa. Immagina di dover misurare un tavolo con un righello. Se lo fai una volta avrai una certa precisione, se lo fanno 10 persone e fai la media, la precisione aumenta.
- le fotocamere con pochi punti di messa a fuoco li hanno concentrati al centro. Quindi è più scomodo mettere a fuoco qualcosa che si trova ai bordi dell’inquadratura, dovendo ricorrere al pulsante di blocco AF
L’autofocus per te è una caratteristica di fondamentale importanza? La Sony alpha 6400 è la fotocamera con l’autofocus più veloce al mondo: solo 0,02 secondi necessari per avere una messa a fuoco perfetta. I modelli di punta di Sony sono anche famosi per avere un eye tracking (la messa a fuoco basata sull’occhio) che non perde un colpo.