

Mi è successa una cosa da vero nostalgico.
Sono entrato nel bar in cui andavo quando ero all’università, e lo hanno rinnovato.
Ricordo quando venivo qui a bere il mio cappuccino pre-esame. Nemmeno mi sedevo, stavo al banco con lo sguardo fisso sulle brioches ripassando mentalmente gli argomenti più ostici.
“Spero mi chieda gli argomenti che so meglio. Spero duri poco, spero mi faccia domande facili. Spero non mi chieda da pagina 760 a 780 che non ho capito niente.”
Nel frattempo il mio sguardo si posava qua e là nel bar.
Finivo il mio cappuccino e mi incamminavo verso la facoltà di giurisprudenza, distante un centinaio di metri, con il passo del condannato che avanza verso il patibolo orale che in poche ore mi avrebbe visto protagonista.
Oggi sono tornato a Trento, sono andato nel mio bar e l’ho trovato completamente diverso. Per carità, bellissimo, in stile moderno e industrial che a me piace a tal punto che ci ho arredato casa così.
Il bar è bellissimo, molto molto più bello di prima. Ma i miei ricordi non possono più essere rievocati guardandomi in giro, sono solo nella mia testa.Da una parte mi dispiace, dall’altra lo capisco.
Il bar si è modernizzato per far fronte alla concorrenza e potersi distinguere. Non ti puoi distinguere se sei uguale a tutti gli altri.
Non si può andare avanti rimanendo fermi, e non si può cambiare rimanendo uguali e facendo le cose come sono sempre state fatte. Vuoi cambiare? Fai le cose diversamente.
Nostalgia a parte, differenziarsi dalla concorrenza migliora sicuramente l’attività e crea un legame più profondo con il pubblico, ne ho parlato in questo articolo: click qui.
Vado verso la facoltà. Un po’ rimpiango quegli anni, che mi sembravano complicatissimi, ma rispetto ad ora, sono stati una vacanza.
