La miglior definizione di Personal Branding, secondo me, è quella di Inside Marketing:

Con l’espressione Personal branding si fa riferimento a quel complesso di strategie messe in atto per promuovere se stessi, le proprie competenze ed esperienze, la propria carriera alla stregua appunto di un brand.

In pratica, alla stregua di una azienda, il brand sei tu, quindi svolgi tutte le azioni che svolge un brand. Qual è la differenza? Nessuna. Il brand lo fa per aumentare la fiducia nel marchio e affezionare i clienti, tu lo fai per gli stessi motivi. Ok, dirlo è facile, ora bisogna farlo, e non è facile e richiede molto, molto tempo. Andiamo con ordine.

Come creare il proprio brand

Abbiamo detto che devi fare le stesse azioni di una azienda, quindi:

  • Trova un nome: solitamente la maggior parte usano il proprio nome, anche se qualcuno usa un nome d’arte. Vedi tu.
  • Trova un logo: molti usano la propria immagine, altri usano un vero e proprio logo. Come per tutti i loghi, deve essere facilmente riconoscibile e associabile a te.
    • mettici la faccia: tema controverso. Secondo alcuni, è meglio pubblicare molte foto e video di sé stessi, secondo altri, l’importante è essere fedeli alla propria marca. Secondo me, il disaccordo nasce dall’espressione “pubblicare foto e video di sé stessi”: questo non vuol dire che se vai a mangiare una pizza devi pubblicare la foto con la pizza; vuol dire che devi parlare direttamente al tuo pubblico. Un esempio? Angelo Greco, l’avvocato che fa video sui social concludendo con “questo dice la legge”. QUELLO è il modo giusto di “metterci la faccia”.
  • Trova un tone of voice: come sei? Professionale? Informale? Creativo? Ogni ruolo ha il proprio tone of voice. Nel mondo delle assicurazioni probabilmente non ti prenderanno molto sul serio se il tuo modo di fare è quello del mondo della moda.

E fino a qui, è anche semplice. Ora arriviamo alle cose davvero difficili:

  • Cosa puoi fare per gli altri: “Potete ottenere tutto dalla vita purché siate capaci di aiutare gli altri ad ottenere ciò che vogliono” è il sottotitolo del libro di Zig Ziglar (click qui, libro che consiglio moltissimo a chi vuole imparare a “vendersi” meglio). Questa frase riassume tutto. Cosa puoi fare per gli altri? Perché dovrebbero seguirti? Come gli puoi aiutare? Spoiler: trovati una nicchia, e parla di quello. Se aiuti gli altri a fare qualcosa, ti cercheranno per fare quella cosa. E ti pagheranno.
  • Differenziati: non sei l’unico a fare ciò che fai, ma vuoi che scelgano te; come si fa? Differenziati! Esempio pratico: i video di cucina sono tutti luminosi, con un tono di voce allegro, la musichetta allegra, tutto colorato e felice. Sono tutti così. Come li distingui gli uni dagli altri? Non si può. Quando un pasticcere mi chiesto di fare una video-ricetta per promuovere la sua attività la prima cosa che ho fatto è stato differenziarmi: guarda il video.
  • Cosa sai fare meglio: sicuramente sai fare un sacco di cose legate alla tua professione, ma di sicuro c’è una cosa che sai fare meglio. Per esempio, se sei un pasticcere ci saranno una trentina di dolci che ti vengono molto bene, ma di sicuro ne hai 3-4 sui quali non hai rivali. Ecco, parla di quei dolci, dove “dolci” è un codice che indica in cosa puoi davvero fare la differenza per chi ti assume
  • Sii credibile: fare una foto davanti ad una Bugatti con Dubai sullo sfondo e dire che a 25 anni guadagni 25000€ al mese con YouTube automation o cose di questo tipo, è il miglior modo per farti ridere in faccia. I “guru di Dubai” hanno sfruttato il loro momento d’oro, hanno preso in giro un sacco di gente, e ora i guru non esistono più. Da cosa deriva ciò che sai? Laurea? Esperienza? Passione? Dillo. La TUA storia è importantissima per creare il TUO personal branding

Ti sembra difficile? Lo è. E non è finita, adesso diventa ancora più difficile.

Le azioni da intraprendere per creare il proprio personal brand

  • Crea un sito: hai mai visto un’azienda senza un sito? Tutti conoscono la Coca Cola, eppure Coca Cola ha un sito. Credi di essere meglio della Coca Cola? Devi farti un sito, e metterci su quello che sai fare, parlare di te, la tua storia, lavori precedenti, dove vuoi arrivare…
    • Eh ma io un sito non lo so fare: paga qualcuno che lo faccia per te
    • Eh ma io non ho soldi da spendere adesso: non sono soldi spesi, sono soldi investiti. Il sito ti rappresenta, deve essere fatto bene, se fa schifo, tu fai schifo. Comunque, io non sono nessuno per fare i conti in tasca alla gente, se non vuoi spendere soldi per fare un sito… impara a farlo. Io non lo sapevo fare, mi ci sono messo e ne ho fatti 3, uno dei quali sta per compiere 10 anni (questo).
  • Presenza sui social media: a meno che tu non organizzi eventi, a nessuno frega niente delle tue serate in discoteca; a meno che tu non venda articoli per animali, a nessuno frega niente delle foto del tuo cane. Certo, ogni tanto (ogni tanto) mostrare parti della propria vita privata va bene, ti avvicina ai tuoi followers, ma cerca di rimanere fedele a quello che fai. Io faccio il fotografo, sul mio profilo instagram ci sono le foto che ho fatto (quelle che posso pubblicare). Se ti servono più info su questo argomento, questo post può aiutarti)
  • Posizionati: Come non esiste un prodotto “adatto a tutti”, nemmeno tu vai bene a tutti. Scegli a chi vuoi andare bene. Esempio: ci sono fotografi di matrimonio che chiedono 500€ (sfigati) altri che ne chiedono 1500 (onesto) e ci sono quelli che ne chiedono 5000. Vuoi essere uno di quelli da 5000? Devi essere in grado di rispettare le aspettative del cliente. Il posizionamento dipende sia dalle tue capacità che dal servizio che offri.
  • I social: non devi essere su tutti, devi essere su quelli che ti servono in base al tuo posizionamento ed alle persone a cui ti rivolgi. Esempio: fai ripetizioni di latino a studenti delle superiori. Puoi mettere un annuncio serioso in un supermercato in modo che la mamma del ragazzino lo veda e ti contatti (e il ragazzino ti odierà) OPPURE puoi puntare direttamente al ragazzino che sa che, suo malgrado, deve fare ripetizioni di latino, quindi tanto vale che si scelga un insegnante che gli piaccia. Quindi applichiamo quanto imparato fin ora: nicchia, social, differenziati, tone of voice; mettiamo tutto insieme… fai un video su TikTok in cui rappi in latino (coi sottotitoli) che dai ripetizioni. Oh, è solo un esempio, non farlo che ti prenderanno solo in giro e non ti chiamerà nessuno. Però come esempio funziona: hai scelto il canale giusto per i giovanissimi (TikTok), hai scelto un tone of voice corretto adatto te ed alla tua audience (il rap) hai scelto il formato corretto per la piattaforma (il video breve)… capito?

Crea un network

In altre parole, apri un profilo Linkedin (e poi aggiungimi, mi trovi qui). Linkedin ti permette di indicare dove lavori, dove hai lavorato, cosa sai fare, che competenze hai e permette anche di scrivere post, come fa Facebook, in modo di permetterti di esprimerti, parlare di te, del tuo lavoro e di tutto quello che ti permette di valorizzarti e aiutare gli altri (ricorda le parole di Ziglar).

Ma soprattutto, permette di seguire persone come te, con cui vuoi collaborare, da cui puoi imparare, che puoi aiutare o cercare datori di lavoro e clienti. Segui i recruiter, guarda che caratteristiche cercano in un candidato, attiva gli alert per i lavori nei ruoli/aziende/località che preferisci e se non hai niente di sensato da dire per aiutare gli altri, stai zitto, leggi e impara.

Quali benefici si traggono dal fare personal branding?

Moltissimi. Se sei un freelancer, ti fai conoscere da possibili clienti che, quando avranno bisogno di un professionista nel tuo campo, avranno te come prima scelta MA solo se hai trasmesso i tuoi valori e la tua conoscenza nella materia. Ormai chiunque prima di comprare un prodotto o un servizio fa una ricerca online e se trova materiale di grande valore su di te, aumentano le possibilità che ti chiami.

Se, invece, sei un lavoratore dipendente, trasmetti comunque la tua professionalità, ti fai conoscere dai tuoi colleghi, e ti spiani la strada per quando deciderai di cambiare azienda.

Cosa non fare mai e poi mai e poi mai. Mai.

Fare l’arrogante, prendere in giro, parlare male degli altri. Anni fa, quando stavo creando il mio primo sito, non avevo esperienza e nonavevo nessuno a cui chiedere. Ma, ehi, vivo nel 2012 (all’epoca) su internet c’è tutto! Allora trovai su Facebook un gruppo chiamato “WordPress per principianti” o qualcosa del genere. In pratica, persone con zero conoscenze come me postavano lì i problemi che avevano e altre persone postavano lì le soluzioni. I principianti come me imparavano, e anche i meno principianti imparavano dai problemi degli altri, che magari non gli erano mai capitati.

Ecco, su questo gruppo c’era un tizio, un professionista nella creazione di siti, che prendeva in giro tutti. Ora, il mio problema può anche essere facilissimo da risolvere… per te che sei un professionista ma per me no, quindi cosa prendi in giro? Il suo intento, credo, fosse quello di procacciarsi clienti facendo pensare alla gente “è troppo difficile per farlo da solo, paga me che te lo faccio io” E potrebbe anche funzionare, ma secondo te, se devo pagare qualcuno, pago quello che mi ha deriso per il mio problema o quello che ha provato ad aiutarmi?

Se vuoi aiuto nel creare la tua marca personale, contattami e parliamone info@nicolafiorentino.com