“1500€ per un video? Con le macchine fotografiche e i programmi che ci sono oggi tu non fai quasi niente è tutto automatico”. [cit. l’imprenditore che crede che basti mezz’ora e due post su Instagram per diventare virali].

Il problema è spesso la tv veicola i messaggi sbagliati, basti pensare ad Amadeus sul palco di Sanremo che afferma contento che il suo Social Media Manager è suo figlio di 14 anni. Cosa capisce chi non è esperto di questo settore? Che chiunque possa fare il Social Media Manager, quindi si assume il primo ragazzino smanettone che porta il curriculum e gli si mette in tasca (nel proprio cellulare) la reputazione dell’azienda, credendo che bastino un paio di app per fare il lavoro (su questo argomento ci torno dopo).

In realtà non è proprio così; i programmi automatici o alcune funzioni dei social come Facebook o Instagram, fanno video brevi, banali e poco interessanti prendendo una musica a caso e sbattendola sotto una serie di clip o le immagini caricate in passato.

Invece, nel lavoro del Content Creator è compreso:

  1. la creatività del videomaker: no, uno non vale l’altro, altrimenti i cinepanettoni sarebbero emozionanti tanto quanto i film da Oscar.
  2. La capacità di raccontare il messaggio che tu, azienda, vuoi comunicare. Se non hai mai sentito parlare di story telling ti serve un Content Creator. Ogni azienda ha un determinato posizionamento sul mercato, un determinato pubblico, in una determinata nicchia a cui rivolgersi. A seconda di questi fattore si crea un certo tipo di contenuti.
    Per esempio: l’azienda X vende scooter. Si rivolgerà prevalentemente ad un pubblico compreso tra i 14 ed i 19 anni, quindi userà un ‘tone of voice’ specifico per questa fascia di età. Il tone of voice non si limita solo alle parole, ma a tutta la comunicazione: i colori, i suoni, la musica, la velocità del video… insomma, a tutto quello che possiamo definire il “linguaggio” dell’azienda. Quindi, restando sull’esempio degli scooter, i contenuti creati (video, foto, annunci alla radio…) saranno accattivanti, veloci, con musica attuale e mireranno ad emozionare per far in modo che il cliente pensi “ehi, quel prodotto fa per me, mi rispecchia e mi renderebbe felice averlo”. Questo, in realtà, è lo stesso pensiero che deve venire in mente al signor Beppe, che sta però comprando un trattore. Quello che fa la differenza è il tone of voice. I contenuti mirati ad un quattordicenne che vuole comprare un motorino sono diversi da quelli mirati ad un cinquantenne che vuole comprare un trattore.

    Come si creano i contenuti?

    Dipende. Ci sono 2 possibilità:

    • Se il Content Creator è interno all’azienda, conosce il pubblico e la nicchia, e sa già che tone of voice usare.
    • Se il Content Creator è esterno all’azienda, sarà l’azienda stessa a dover comunicare che tone of voice usare; poi sarà il Content Creator a usare la sua creatività per creare un video/foto che siano sia creative che aderenti alle disposizioni aziendali.
  3. la professionalità: nel mondo di oggi, in cui tutti si improvvisano qualunque cosa solo cambiando un’etichetta su Facebook, la professionalità è una delle caratteristiche più difficili da trovare.

I più attenti si saranno accorti che sono passato dal parlare del Social Media Manager al Content Creator. Sono la stessa cosa? No. Sono due figure diverse, che svolgono un lavoro diverso ma che purtroppo in Italia, soprattutto nelle piccole-medie aziende, fanno capo alla stessa persona. Quindi:

  • Social Media Manager: è colui che, dopo aver studiato il settore, aver individuato il cliente-tipo (buyer persona), deciso il tone of voice e una serie di altri elementi, stabilisce su quali social l’azienda avrà un account e, soprattutto, preparerà il piano editoriale.
  • Content Creator: è colui che, seguendo le indicazioni del Social Media Manager realizza i contenuti idonei all’azienda.

Sebbene per questioni di budget sia tollerabile che Social Media Manager e Content Creator siano la stessa persona, è importante sottolineare che questa persona si occupi solo delle mansioni elencate sopra. Il Social Media Manager ed il Content Creator non si occupano:

  • della gestione del sito web aziendale
  • della SEO
  • delle grafiche per le fiere
  • delle brochure per le fiere
  • dei volantini
  • delle firme mail
  • di tutte le cose che non sono calendario editoriale, gestione social e creazione di contenuti per i social

Infine ricorda: il Social Media Manager della tua azienda ha in tasca (ovvero nel suo telefono) la reputazione dell’azienda. Basta un post sbagliato per farti fare una pessima figura e farti perdere credibilità davanti ai tuoi clienti attuali e potenziali. Vuoi davvero affidare questo delicato compito al primo ragazzino smanettone solo per pagarlo meno? La reputazione della tua azienda vale così poco?

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