Sta arrivando l’estate e ti stai preparando: hai scelto la tua fotocamera da viaggio (per qualche consiglio, click qui), hai scelto la meta per le vacanze ma… non vuoi tornare a casa con i soliti scatti banali visti e rivisti ma vuoi foto che facciano colare di invidia chi guarda il tuo account (se intanto vuoi dare un’occhiata al mio, lo trovi qui).

Fare foto fatte bene è molto importante se pensi che hai solo questa occasione per farle: probabilmente non tornerai a breve nella tua località di vacanza, né potrei passare ore per fare una foto fatta bene: dei essere veloce per vedere il più possibile, ed in quel breve lasso di tempo devi essere efficace per non tornare a casa con scatti da buttare.

Conosci la tua fotocamera

Se hai appena comprato la fotocamera (magari seguendo i miei consigli), la prima cosa da fare è… dare un’occhiata al manuale. Sui gruppi Facebook di fotografia leggo un sacco di domande le cui risposte sono facilmente individuabili nel manuale. Quel libretto nella scatola non serve a far aumentare la suspance mentre scarti il tuo nuovo giocattolo, ma serve a capire come funziona la fotocamera, dove si trovano i comandi, come impostarli ecc…

Devi sapere cosa fare in ogni situazione e devi sapere come la fotocamera si comporterà. Mi spiego: ti trovi in una certa situazione, e devi impostare la fotocamera rapidamente per non perdere il momento. Devi già sapere cosa fare, non puoi perdere tempo a cercare nel menù.

Inoltre, ogni fotocamera si comporta in maniera diversa: alcune tendono a sovraesporre, alcune a sottoesporre, alcune fanno rumore oltre i 640 ISO, altre oltre i 6400; spesso lo schermo inganna, soprattutto sotto il sole. Bisogna sapere in anticipo come la fotocamera si comporta in certe situazioni per non rischiare di rifare la foto mille volte e sapere già in anticipo come compensare alcune caratteristiche intrinseche della macchina.

Sapendo di avere un buon stabilizzatore, si può abbassare di qualche stop la velocità di scatto… bisogna saperlo però. Un altro problema può derivare dalla lente: le lenti (soprattutto quelle economiche) hanno una nitidezza che varia al variare della lunghezza focale (si nota soprattutto ai bordi). Sapere che il tuo obiettivo dà il meglio di sé, per esempio, tra f8 e 13 ad una lunghezza di 50mm, è un grosso vantaggio.

Fai pratica, anche in giardino o in casa, basta sapere come si comporta la fotocamera e tenerlo presente al momento giusto.

Due cose sulla composizione

Se sei un principiante, probabilmente pensi “le foto si fanno con l’anima, con il cuore, non con le regole” o cose metafisiche di questo tipo. Ecco, no. All'”occhio fotografico” devi aggiungere anche una certa conoscenza delle regole di composizione o va a finire che ti trovi davanti alla foto del secolo e la sprechi sbagliando la composizione.

Non devi ammazzarti di letteratura, basta leggere qualcosa sulla regola dei terzi e la sezione aurea per modificare in meglio le tue foto con piccoli accorgimenti. Anche in questo caso, fai pratica a casa in modo che ti venga naturale quando sarai in viaggio.

Non è che le devi rispettare sempre sempre, ma spesso applicare queste due regole fa la differenza.

Organizza gli scatti

Certo, le foto al mare sono belle a tutte le ore, ma le migliori si fanno all’alba ed al tramonto (golden hour e blue hour). Organizzati in modo da fare le foto più particolari di una certa zona o un certo monumento in queste ore, per sfruttare al meglio la luce ed evitare brutte ombre dall’alto o bruciature dovute al contrasto tra le ombre e le luci delle ore centrali della giornata.

Pianifica gli scatti

Per 9 anni ho gestito il mio blog di viaggi, sul quale scrivevo dei miei viaggi e davi consigli basati sui miei errori e le mie esperienze. Nonostante nella vita di tutti i giorni io non pianifichi assolutamente niente, prima di partire pianifico il viaggio minuto per minuto. So cosa farò giorno per giorno e quando visiterò un certo luogo o monumento, in questo modo posso inserire i musei nelle ore centrali della giornata, in cui le foto non sono un granché, e almeno sto al fresco) per tenere il tramonto per la visita dei monumenti e le foto da street.

Girare alla rinfusa ti fa solo perdere tempo e occasioni: decidi prima dove andare, cosa vedere e come arrivarci, senza perdere tempo sul posto a guardare cartine, connessioni dei trasporti, orari di apertura ecc…

Ci sono app che ti dicono in che posizione sarà il sole in un certo giorno ad una certa ora. Ecco, a questi livelli non ci arrivo nemmeno io, ma quanto sarebbe brutto fare una foto al Taj Mahal con il sole alle spalle?

Muoviti

Non nel senso di “sbrigati” ma proprio nel senso di muoviti quà e là. Avevo già una discreta esperienza come fotografo quando ho iniziato a lavorare come fotoreporter per un quotidiano con tiratura di 120.000 copie al giorno. Il primo giorno di affiancamento, mentre aspettavamo l’inizio della conferenza stampa del presidente della Provincia Autonoma di Bolzano,  il mio responsabile mi ha detto “muoviti, cammina in ogni angolo della sala e fai foto da ogni angolo della sala”.

Fai la stessa cosa, muoviti. Bella la foto del World Trade Center da qui, ma magari fatta 10 metri più in là viene meglio.

Incornicia

Quando stai per scattare, guarda ai bordi dell’inquadratura: può succedere di essere così concentrati sul soggetto da non notare una persona (o un palo, un cartello, un cane che si lecca i genitali) che ti rovinano lo scatto. Oppure, può succedere di tralasciare qualcosa che starebbe bene dentro l’inquadratura. Quando ho fretta, faccio la foto con una lunghezza focale minore, poi scelgo come tagliare l’immagine (il vantaggio di fare foto “grandi”). È un trucco che usavo principalmente quando lavoravo come fotoreporter, e durante conferenze stampa, avvenimenti, manifestazioni, non c’era tanto tempo per sistemarsi; in vacanza hai tutto il tempo di organizzare gli scatti.

Bonus: cerca di “incorniciare” il soggetto”: con una ringhiera, uno spiraglio tra i rami, le forme di un balcone… esci dallo schema della classica foto-ricordo.

Chiedi prima di scattare

Appena messo piede in Kenya, ho iniziato a fare foto a tutto e tutti, e non è stata una grande idea. Molte persone si arrabbiavano, molti volevano essere pagati per la foto; non appena messo piede in un mercato, un ragazzo si è coperto la faccia con una maglia urlando “no foto”. Ho detto “ok”, e mi sono girato dall’altra, per fare foto ad un banco di legumi, mentre il ragazzo, in perfetto italiano, diceva ad un altro “poi tornano a casa e fanno i soldi con le nostre facce”. Non so a cosa si riferisse con ‘fanno i soldi con le nostre facce’, ma certo non mi sono messo lì a discutere, quando non scattavo, tenevo la fotocamera puntata in basso per non far pensare che stessi scattando di nascosto.

Memore di quell’esperienza, non appena messo piede all “Brooklyn Tattoo Convention” per realizzare questo video, prima di tirare su la fotocamera chiedevo sempre se potessi fare video. Non avevo nessuna voglia di litigare con qualche energumeno di 2m palestrato e tatuato che sembrava appena uscito di galera (anche se poi con molti di loro ci ho fatto due chiacchiere ed erano più simili ai chirichetti che ai galeotti, l’abito non fa il monaco, maledetti pregiudizi).

Nel dubbio, chiedi sempre prima di scattare, non fare il solito turista maleducato che crede si crede chissà chi. Ti piacerebbe se qualche straniero venisse nella tua città e ti facesse una foto solo perché tu rappresenti per lui qualcosa di esotico e caratteristico? No. Però se ti chiedesse il permesso, probabilmente diresti di si e sorrideresti.

Se hai ricevuto il consenso e stai fotografando qualcuno intento a fare qualcosa di caratteristico, probabilmente farai decine di scatti, mentre loro magari se ne aspettavano uno o due. Spiegagli che per loro quella cosa è normale, mentre per te no, e vuoi documentare la cosa nel migliore dei modi.

A Tokyo le cose erano diverse: i lavoratori del mercato del pesce sono abituati ai turisti e nessuno fa storie quando viene fotografato. In ogni caso ho chiesto il permesso prima di scattare questa foto, non avrei voluto discutere con uno che usa una spada per tagliare il pesce.

Mettili a loro agio

Quando lavoravo come fotoreporter, almeno due-tre volte a settimana mi trovavo a fare foto a qualche politico: gli puntavo la fotocamera in faccia e scattavo. Non chiedevo il permesso, erano politici che facevano una conferenza stampa nel mondo occidentale, sanno che i giornali vogliono le foto.

Quando arrivi dall’altra parte del globo, magari fuori dai circuiti turistici, la gente potrebbe non essere abituata alle foto. Prima di piazzargli un obbiettivo davanti alla faccia e scattare come se non ci fosse un domani, fai due chiacchiere con la persona, chiedigli cosa fa, dove lavora, dove vive… boh… parlaci, instaura un rapporto. Lui/lei saranno meno rigidi e sulla difensiva, e tu avrai un soggetto più naturale per le foto (e se ti va bene, anche una storia da raccontare).

A sinistra Armin Zoeggler, due volte campione olimpico di slittino. Al centro, Arno Kompatcher, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, durante una conferenza stampa al Museion. A destra, una foto scattata al volo dalla Jeep in corsa a due donne in Kenya, di cui una poco incline ad essere fotografata. Le tre foto non sono state editate, e credo siano tra le peggiori foto che abbia mai scattato.

Usa un cavalletto, ma non sempre

Questo è soprattutto un memo a me stesso, che non uso mai il cavalletto. Per le foto a persone magari non serve, ma per le foto a monumenti magari può fare la differenza. Sopratutto di sera, invece di alzare inverosimilmente gli ISO e rischiare di avere rumore nella foto, basta usare un cavalletto e allungare i tempi di esposizione. Usa un telecomando (o l’autoscatto) per evitare di avere una foto mossa a causa della pressione del pulsante.

Occhio però: anche se sembra inverosimile, usare un cavalletto costituisce “occupazione di suolo pubblico”, bisogna avere un permesso e vi possono fare storie. Provate ad andare in piazza San Marco a Venezia e mettete un cavalletto per terra. Poi cronometrate quanto impiega la polizia locale a venirvi a chiedere il permesso.

Se vuoi fare un favore a te stesso, compra un Gorillapod. Io l’ho attaccato ad alberi, pali, lampioni, semafori, cancelli e tante altre cose che non ricordo, davvero fantastico. È piccolo, leggero e non dovendolo poggiare per terra, è difficile che ti facciano storie. Inoltre puoi ottenere quegli scatti diversi dal solito che fanno soffermare le persone sulla tua immagine.

Ricordati che vanno a peso, devi comprare quello adatto a sopportare il peso della tua fotocamera + obiettivo.

Sii diverso

Stai per partire per un certo posto famoso per un certo monumento, ed hai visto mille foto di quel monumento. Una volta lì, pensa a come gli altri hanno fatto le foto, e pensa a come puoi fare qualcosa di diverso. Siamo nel 2021, tutti hanno visto centomilioni di foto della Torre Eiffel, cerca di creare la differenza, sii originale!

Trova il tuo stile

Guarda le foto dei famosi fotografi della storia, o dei tuoi preferiti (a me piacciono un sacco Peter McKinnon ed Alen Palander, per dirne due) e cerca di imitarne lo stile. Una volta che ci sarai riuscito, crea il tuo stile, per dare un tocco personale alle tue foto e renderle distinguibili dalle altre. Questo non vuol dire fare tutte le foto uguali, ma cercare di dargli un’impronta.

Ricordati, saper editare le foto non vuol dire spostare tutti i cursori di Lightroom su 100.

NOTA: acquistando da Amazon tramite i link presenti sul sito, per te il prezzo non cambia, e io guadagno una piccola commissione con cui pago le spese di mantenimento del sito.

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