vignetta del fumetto realizzato da Illustrana

Durante una fiera, tutte, ma proprio tutte le aziende distribuiscono brochure. Immagina un visitatore: esce da una fiera con 1-2 borse brandizzate al cui interno ci sono decine di brochure. Magari vengono guardate rapidamente e poi buttate via.

Per un’azienda con cui collaboravo, mi sono fatto venire in mente questa brochure (click su brochure per aprire il link). Sicuramente rimarrà più impressa nella mente del visitatore più di qualsiasi altra brochure presente in fiera.

La brochure popup è un’ottima risposta alla domanda “come facciamo affinché la nostra brochure si noti tra decine di altre?”, ma se la domanda è “come facciamo brand awarness?” oppure “come facciamo a spiegare in maniera facile concetti noiosi?” la brochure, per creativa che sia, non va più bene.

Ecco, io mi sono inventato un fumetto.

Quello qui sopra e qui sotto è la bozza (solo tre tavole) del primo numero di un fumetto finalizzato a creare brand awarness. Questo numero serviva a introdurre i personaggi e il “mondo” in cui era ambientato e aveva 3 caratteristiche importanti:

  • ci metteva la faccia: i personaggi che sarebbero apparsi nel fumetto erano davvero dipendenti dell’azienda. In questo modo, dopo alcuni numeri di fumetto, il cliente avrebbe familiarizzato con alcune figure (il responsabile showroom, il tecnico, il programmatore…) e, una volta viste di persona, avrebbe provato un senso di familiarità e maggiore fiducia.
    Mi spiego: se incontriamo un personaggio della TV o del cinema per la strada, non ci sembra un perfetto estraneo: conosciamo nome, cognome, lavoro, relazioni ecc… Ecco, questo fumetto mirava a mettere in evidenza all’interno della nicchia dell’azienda, alcune persone, che poi sarebbe risultate più affidabili. Immagina questo scenario: dopo aver letto svariati numeri del fumetto con protagonista il responsabile dello showroom, il cliente visita lo showroom e incontra dal vivo il personaggio del fumetto: questo non è un estraneo, ma ispira un senso di familiarità, quindi di fiducia; ed è più facile acquistare da qualcuno per cui si prova fiducia. La comunicazione aziendale serve anche a questo: dare un volto umano all’azienda.
  • Spiegava in maniera semplice e divertente concetti complicati o noiosi: il secondo numero del fumetto avrebbe parlato del software. Hai idea di quanto possa essere palloso parlare di un software? È difficile fare co,unicazione aziendale parlando si software su Instagram e Facebook. È difficile parlarne anche su YouTube: nessuno guarda il video di un software a meno che non sia proprio obbligato dalle circostanze. Es: sono nelle peste e devo capire come fare questa cosa con quel software, mi guardo un tutorial; ma in questo caso il software già lo ha, io invece devo convincerti a comprarlo.
    Il fumetto spiega in modo chiaro, veloce, facile e divertente le caratteristiche principali del software.
  • Il fumetto non ha bisogno di collaborazione: a parte la fumettista (la trovate su Instagram, si chiama Illustrana) non serve nessun altro. Non c’è bisogno di chiedere collaborazione di altre persone, come nei video in cui servono altre persone che materialmente fanno qualcosa. Inoltre non serve avere la luce giusta, non serve avere set e ambientazioni particolari, non serve che tutto sia pulito ed in ordine… insomma, con un fumetto, si può realizzare qualsiasi cosa passi per la testa con uno sforzo nettamente inferiore: quanto costa allestire una sola scena di Avengers? Allestire il set in studio o bloccare una intera strada di Manhattan, attori, comparse, macchine rovesciate che bruciano, stuntman, telecamere, luci, microfoni, truccatori… un delirio. La stessa cosa può essere fatta con un fumetto, dal divano della fumettista, in 2 ore. Da una sola persona.
    Certo, non è la stessa cosa, ma tu vuoi trasmettere ai tuoi clienti un messaggio, tu vuoi fare comunicazione aziendale in modo chiaro e diverso dal solito, mica fare mero intrattenimento cinematografico.
Illustrazione di un operaio che lavora il marmo. Toccando un catalogo viene trasportato in un mondo alternativo dominato dal produttore di frese per il marmo.

Io e Illustrana

Lavoro come Social Media Manager e secondo me la prima regola per un SMM è amare i social PRIMA di lavorarci. Cioè, se non hai la passione per i cani, non vai a fare il dogsitter; se lo fai, sarai un pessimo dogsitter. Vale lo stesso per tutti i lavori: se hai una passione, e la trasformi in un lavoro, lavorerai molto meglio.

È quello cha abbiamo fatto io e Illustrana: io amo i social e amo creare contenuti foto/video… e l’ho trasformato in un lavoro. Illustrana ama disegnare e lo sta trasformando in un lavoro (è giovane, è appena all’inizio).

È stato il mio amore che mi social che, facendomi passare ore ed ore in Instagram, sia per lavoro che per passione, mi sono imbattuto in Illustrana. L’ho seguita per un po’ e quando mi è venuta in mente l’idea del fumetto, il primo nome a cui ho pensato è stato il suo. Ci siamo sentiti per telefono e poi ci siamo incontrati. Le ho raccontato quello che avevo in mente e lei, come se mi avesse letto nella mente, lo ha realizzato ESATTAMENTE come lo avevo immaginato. Una cosa al limite del magico.

Tutto questo per dire:

  • lei è molto brava, e sono sicuro che nella vita otterrà grandissimi risultati
  • i social le hanno procurato un’opportunità di lavoro: se lei avesse fatto i suoi disegni e non li avesse mai messi su Instagram, io non l’avrei mai trovata e lei non avrebbe avuto questa opportunità. Quindi, se pensi che i social siano solo una roba da ragazzini, questo è un ulteriore motivo per ricrederti.

Quindi

Considerando quanto detto sopra, se hai bisogno di un fotografo zona Verona e dintorni, le mie foto le puoi vedere qui.