La regolazione della velocità dell’otturatore è uno dei tre elementi fondamentali nell’impostazione della macchina fotografica in uso manuale, insieme a sensibilità ISO (click qui per il post) e l’apertura del diaframma (click qui per il post) i cui relativi post vi consiglio caldamente di leggere.

L’otturatore è un aggeggio che si interpone tra le lenti e il sensore e svolge una funzione molto importante, ovvero stabilire per quanto tempo la luce deve raggiungere il sensore: se la luce raggiunge il sensore per un secondo, non è uguale a 1 duecentocinquantesimo di secondo.

Appunto, la velocità dell’otturatore si indica con una frazione, tipo 1/30 e 1/250: quindi 1/30 di secondo è un tempo più lungo di 1/250 di secondo. Come faccio a sapere se è tanto o poco? Boh, dipende.

Come al solito, una foto è il compromesso di moltissimi fattori che cambiano rapidamente (la luce cambia in continuazione, a meno che non siate in studio con le luci fisse) e la regolazione dipende dalla foto che si intende fare e dalle condizioni presenti in quel momento.

Spiegazione complessa:
Se un oggetto in movimento impiega 1 secondo per andare da A a B, facendo una foto a 1/5 di secondo, il sensore vede 1/5 di quel movimento, e la voto verrà mossa. Se Facendo la foto a 1/1000 di secondo, il sensore vede solo un millesimo di quel movimento, e l’oggetto sembrerà “congelato” e la foto non sarà mossa.

Questo quando la quantità di luce è sufficiente ad avere una foto correttamente esposta. E se la luce non è sufficiente?

Ricapitolando:

  •  l’apertura del diaframma influenza la quantità di luce che raggiunge il sensore e la profondità di campo (leggi il post qui)
  • il numero ISO influenza la sensibilità del sensore (leggi il post qui)
  • la velocità dell’otturatore influisce sulla quantità di luce che giunge al sensore e sul movimento degli oggetti dell’immagine

In pratica, se la foto viene scura (supponendo di lasciare immutati ISO e apertura del diaframma) bisogna diminuire la velocità, se la voto viene chiara, bisogna aumentarla. E ISO e diaframma?

Facciamo alcuni esempi pratici con quello che vi ho insegnato fino ad ora, quindi tenendo presenti anche ISO e f.

  • sto facendo una foto all’interno, ad un gruppo di persone. Non posso tenere il diaframma troppo aperto, altrimenti avrei una ridotta profondità di campo, alcune persone sarebbero a fuoco, altre no. Quindi devo tenere il diaframma almeno a f8. Non posso tenere una velocità di esposizione troppo bassa, altrimenti le persone verranno mosse. L’unica cosa che mi resta da fare è alzare gli ISO
  • sto facendo una foto al sole, ad una persona, e vorrei avere l’effetto bokeh (lo sfondo sfocato).  Il diaframma deve essere aperto il più possibile, in modo da ridurre la profondità di campo (se non capisci perché, leggi qui). Sono all’aperto, c’è molta luce, gli ISO posso lasciarli al minimo. Mi resta da regolare la velocità dell’otturatore fino a che la foto non viene correttamente esposta (al sole e con il diaframma aperto al massimo saranno bassissimi)
  • Voglio fare una foto all’esterno con poca luce. Prima scelgo se voglio tanta o poca profondità di campo, e regolo il diaframma di conseguenza. Poi considero il fattore movimento:
    • Se fotografo cose ferme, e sono a mano libera: sarebbe meglio non scendere sotto 1/30 altrimenti la foto verrà mossa. Ora regolo gli ISO cercando di tenerli il più bassi possibile.
    • fotografo cose ferme, ho un cavalletto: posso anche scendere sotto 1/30 di secondo. Per tenere gli ISO bassi, si aumenta il tempo di esposizione.
    • fotografo cose in movimento, ho un cavalletto: dipende da quanto veloci si muovono le cose, ma è come essere a mano libera.



Considerando la foto del treno, alcuni soggetti sono fermi, altri (treno e persone) sono mossi. Supponiamo di volere la foto con tutti i soggetti fermi ed a fuoco:

  • non posso toccare l’apertura del diaframma, altrimenti il treno sarebbe sfuocato
  • devo aumentare la velocità dell’otturatore per “congelare” i movimenti”
  • a questo punto regolo gli ISO per ottenere la corretta esposizione

Se mi andasse bene avere il treno sfuocato, potrei abbassare gli ISO (sempre facendo un esempio con numeri a caso) da 6400 a 3200; potrei recuperare il gap di luce persa abbassando gli ISO aprendo il diaframma ad un f più basso.

In generale, il primo parametro che si regola è l’apertura del diaframma, perché si sa se si vuole tanta o poca profondità di campo. In base al soggetto si regola la velocità dell’otturatore in modo che la foto non sia mossa. Alla fine, si regola la sensibilità ISO in modo che la foto sia correttamente esposta.

Domande? Ci sono i commenti sotto.
Cià

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